Noi infatti non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore: quanto a noi, siamo i vostri servitori a causa di Gesù. E Dio, che disse: "Rifulga la luce dalle tenebre", rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo.
Noi però abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. (2Cor 4,5-7)
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domenica 12 giugno 2011

LO SPIRITO SANTO, IL PERDONO, LA NUOVA CREAZIONE

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati» (Gv 20,21-23).
***
Meditando il Vangelo della Pentecoste resto sempre colpita dal legame che c’è tra il dono dello Spirito Santo e il perdono dei peccati.
Ma in effetti è proprio così: l’uomo nasce bello, buono, giusto… chi non sa sorridere con gioia di fronte allo sbocciare di una nuova vita, al vagito di un neonato? Ma poi, ben presto, si fa strada l’esperienza del limite, della paura, dell’aggressività, della pretesa… e qualcosa si spezza, questa meraviglia fragile che è l’uomo si incrina, si rovina… Tutti noi siamo capaci a far del male, ma quasi mai, poi, sappiamo rimediare al male fatto. Hai ferito qualcuno? Puoi chiedere scusa, puoi fargli del bene… ma il male che gli hai fatto resta, non lo puoi più togliere, e ti rimane il rimorso, rimane la paura che torni, rimane il sospetto… Che grande rovina il peccato! Che stupida irreparabile rovina!!!
Ci vorrebbe un reset totale, un ripartire da capo… una NUOVA CREAZIONE. Ed eccola!!!
Il dono, il per-dono di Dio non è come le nostre umane scuse. Esso è la nuova creazione, che realmente ci libera dal male che ci siamo fatti. Questa nuova creazione, evidentemente, non può essere opera umana, come non lo è stata la prima creazione. E’ cosa da Dio, per questo ci vuole lo Spirito Santo, che è Dio con il Padre e con il Figlio.
Grazie Signore Gesù, perché tramite la Chiesa ci dai davvero questo grande Dono, questo per-dono così inaudito che noi non sapremmo dire né credere, se non avessimo i segni efficaci che sono i Sacramenti!
Buona Pentecoste a tutti!!!

sabato 30 aprile 2011

Lo Spirito Santo per il perdono dei peccati: i racconti della pazienza di Dio

Leggi il Vangelo secondo Giovanni, capitolo 20, versetti 19-31
Clicca qui
Erano chiusi dentro, per paura dei giudei. Avevano abbandonato il Signore per paura, nell’ora della passione, e adesso la paura continua, unita forse al senso di fallimento per la loro infedeltà… Ma Gesù non ha risentimento verso di loro, supera ogni porta chiusa…: “Pace a voi!”
E rilancia a colpi di fiducia: “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”.
Sembra incredibile, buon Gesù: questi ti hanno abbandonato, rinnegato, si son comportati da codardi, sanno solo continuare a vivere nella paura… e tu non hai di meglio da scegliere per la missione tua e del Padre???
Abbiamo ascoltato le scorse domeniche i racconti della passione e della morte di Gesù. Poi l’annuncio della risurrezione… Ora ascoltiamo i racconti della pazienza di Gesù: pazienza con cui il Risorto va a cercare a uno a uno i suoi amici che si erano dispersi, le sue amiche in lacrime. Con questa pazienza Gesù insiste a chiedere “perché piangi?” a Maria di Magdala, finchè, chiamata per nome, lei lo riconosce. Con questa pazienza Gesù si affianca ai due amici delusi in cammino verso Emmaus. Con questa pazienza Gesù incontra i suoi nel cenacolo e mangia con loro, per convincerli che non è un fantasma o un’allucinazione. Con questa pazienza Gesù torna una seconda volta, solo per andare incontro a Tommaso che faticava più degli altri. Non c’è riposo per Gesù, non c’è riposo per la gioia del Risorto, non si rassegna a lasciar fuori da questa gioia nessuno dei suoi amici.
Ma non solo. Gesù ha una pazienza creatrice. Ha fiducia in quello che crea con la sua pazienza, e per questo dona ai suoi lo Spirito Santo per una missione: è lo Spirito del perdono, lo Spirito dell’infinita pazienza di Dio. Gli amici di Gesù ricevono lo Spirito Santo per essere in tutto il mondo segno efficace della pazienza di Dio, che crea nuovamente, tramite il perdono e la pace, la vita di chi è caduto, amareggiato o deluso, per non lasciar fuori nessuno dalla gioia della Pasqua, proprio nessuno, a costo di cercare a una a una, mille e mille volte di nuovo, tutte le anime. Una morte di croce consumata con tanto amore non poteva che risorgere come vita piena di pazienza.
(domenica 1 maggio 2011, II di Pasqua)